Febbraio 2009

Un mese forte, pieno di emozioni. Il ritorno a casa, la normalità della vita assoporata sapendo che qualcosa di nuovo ti attende, la consapevolezza di una nuova avventura che attende, un amore che lotta senza risparmiare colpi, senzamai mettersi in discussione, un carnevale vissuto tante città, un momento di ita che poi tanto disordinato non è, tanti amici che continuano le loro vite, che crescono senza di te, ma che ti tengono nel ricordo.

Ora, ci si prepara, nuovo ultimo giorno in questa casa, con queste facce che nascondono qualcosa, più di una semplice malinconia per una partenza inevitabile.

Devo farlo!!! Non per conoscere, ma per tornare. Lo scopo del viaggio è il ritorno!

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Eh già

Difficile vivere in un’unica dimensione, a volte si rischia la capacità di raccontarsi.

Rose rosse, rose bianche, rose rosa.

Questo mondo è un prato fiorito, ogni fiore è da cogliere, da strappare, da uccidere.

Bisogna arricchire il proprio vaso, adornare la propria casa dei più fugaci mortali colori.

Bisogna avere gusto, raffinatezza.

I fiori più graditi sono quelli colorati e profumati, quelli che appassiscono subito e costringono a nuove ricerche per adornarsi,per farsi desiderare, per apparire.

Ormai non c’è più tempo per indugiare su un profumo o un colore, è necessario prendere tutto: soddisfarsi solo in tal modo.

Non c’è spazio per i deboli, come quelli che non riescono a cogliere più rose perchè hanno le braccia meno forti.

Non c’è tempo per i sensibili, quelli che punti da una rosa hanno paura di tutti gli altri fiori.

(E il tempo e lo spazio dell’amore si risolvono in un mortale colore.)

Questo è un mondo forte che schiaccia gli amanti e si dimostra insensibile ad ogni debolezza.

allegria profumata

Buon capodanno

Che dire??? sono qui, a Parigi, mi sto preparando per una serata sotto la torre eiffel a guardare i fuochi d’artificio immerso nel pieno romanticismo di una notte stella ta parigina.

Le stradfe saranno piene, le metro impossibili da girare, la sregolatezza impererà per qualche ora, per un qualche motivo la gente sentirà qualche cosa di diverso dentro, qualche cosa che cambia…..

Ma ora devo andare……… mi attendono in piazza per il discorso di fine anno

Pensiero di natale

A volte le parole ti entrano dentro, forse più per la persona che le dona respiro, forse per l’intensità di ogni singola lettera, forse perchè ricordano che certi pensieri erano tuoi e che sanno essere anche parte di te.

Al mio amico ancora l’onore di appartenere al mio spazio con questo suo pensiero sul natale.

20 dicembre 2006

Natale…

… il Natale mi fa cagare …
… non che abbia nulla in contrario con la nascita di Gesù sempre che egli sia mai esistito e comunque sempre che egli sia realmente nato tre il 24 ed il 25 dicembre…
…mi fa cagare il Natale dei giorni d’oggi…
…sarà che mi rattrista pensare ai regali…
…a quelli che non riceverò…
…a quelli che non consegnerò…
…ai regali in genere …
… al consumismo imperante che annebbia le menti …
…alle vacanze natalizie in cui non faccio mai un cazzo …
…non vado da nessuna parte …
…il freddo che circonda ogni cosa…
…e centinaia di persone che spendono soldi cercando di acquistare così il calore di altre persone che come burattini fanno la stessa cosa …
…il freddo che circonda ogni cosa…
…e alcune persone sentono la tentazione di cedere …
… mentre altre tastano le situazioni…
… altre ancora piangono…
…altre si abbracciano e vivono nel calore…
Natale è la festa che ricorda la nascita del Salvatore…
e ricorda ogni momento quanto ognuno di noi
abbia veramente bisogno di qualcuno che lo salvi…
…sarà questo che mi irrita …
il Natale scopre la mancanza di autosufficienza umana …
indebolisce molto il Natale…
 
 
Buon Natale a tutti … chissà che troviate chi vi salverà …

La noia metropolitana

La noia metropolitana

Attesa alla stazione dei treni di Montparnasse, oltre ad aspettarsi il treno, bisogna sempre aspettarsi qualcos’altro e anche quando meno te l’aspetti la cosa più noiosa per qualcuno può diventare una bella immagine per qualcun’altro.

Pure il panda è annoiato della solita routine.

Realismo

Eh già, qui non si scrive da tempo. Questo non vuol dire che non sia successo nulla da rimarcare e, tantomeno, che il dialogo con me stesso sia arrivato ad un vicolo cieco.

Leggero, come le decisioni che ho preso in questo periodo, sento che tutto il peso lentamente crollerà su di me. Difficile da spiegare, ma quando entri in un nuovo posto, un nuovo ambiente, sarà perchè sei animale abitudinario, tendi sempre ad acclimatarti…………a capire il propio equilibrio interiore in armonia con quello che ti circonda.

Mettiamo radici in ogni dove, in ogni luogo ove ci troviamo a passare la nostra esistenza, divisa in attimi di gioia e vanità delle cose e dolore e indifferenza e quotidianità, proviamo sempre a legarci, mettere radici, radicarci, per non essere spazzati via da un forte vento di cui non si conosce la bontà nè l’animo. Così, per non sentirci in balìa di questo soffio che tutto porta via cerchiamo di legarci a questa terra che a sua volta è trasportata via senza meta, in un giro uguale a se stesso.

Alcuni si lasciano andare a questo vento.

Sempre pensando che sia la vera libertà.

Pensando che tutto sia lì, un semplice respiro.

Accontentandosi del fatto che la vita sia tutta lì, un semplice respiro, un semplice vento che ti porta via.

Altri provano con tutte le proprie forze a rimanere legati a quel lembo di terra che tanto li rassicura.

Qual è la verità?

Siamo veramente condannati a dividerci tra chi relativizza la propria vita lasciandosi andare nel vuoto, sentendosi falsamente libero e leggero come il vento che lo trasporta e chi assolutizza quel minimo pezzo d’erba che gli permette di dare un peso maggiore alla propria esistenza?

Questo è il gioco, un po’ di vento e il sentimento doppio della leggerezza della propria esistenza che ha bisogno di un minimo peso per restare, per essere veramente, per non farsi spazzare via, per avere il tempo di radicarsi sotto il peso di un qualsiasi cosa che può dar valore alla propria vita.

La realtà:

è un’altra e la spiegherò quando sarò maturo per capire.

Grazie

032

Perché nessuno possa dimenticare di quanto sarebbe bello se,
per ogni mare che ci aspetta, ci fosse un fiume, per noi.
E qualcuno – un padre, un amore, qualcuno – capace di prenderci per mano e di trovare quel fiume
– immaginarlo, inventarlo – e sulla sua corrente posarci, con la leggerezza di una sola parola, addio.
Questo, davvero, sarebbe meraviglioso. Sarebbe dolce, la vita, qualunque vita.
E le cose non farebbero male, ma si avvicinerebbero portate dalla corrente,
si potrebbe prima sfiorarle e poi toccarle e solo alla fine farsi toccare.
Farsi ferire, anche. Morirne. Non importa. Ma tutto sarebbe, finalmente umano.
Basterebbe la fantasia di qualcuno – un padre, un amore, qualcuno.
Lui saprebbe inventarla una strada, qui, in mezzo a questo silenzio,
in questa terra che non vuole parlare.
Strada clemente, e bella. Una strada da qui al mare.

Alessabdro Baricco, Oceano Mare